La Parigi–Brest–Parigi: la madre di tutte le follie su due ruote

Oggi si parla spesso di Granfondo e ultracycling, ma tutto cominciò nel 1891, quando un giornalista francese, Pierre Giffard, ebbe un’idea che allora sembrava pura follia: organizzare una corsa da Parigi a Brest e ritorno, per un totale di 1.200 chilometri.
Parteciparono 206 pionieri, su biciclette senza cambio, con gomme piene e lanterne a petrolio per la notte.
Il vincitore, Charles Terront, pedalò oltre 72 ore consecutive, dormendo appena qualche minuto per volta.
Da allora la Parigi–Brest–Parigi è diventata il simbolo della resistenza ciclistica, un evento che si svolge ogni quattro anni e attira migliaia di appassionati da tutto il mondo.
Chi riesce a completarla viene chiamato “randonneur” — non un corridore, ma un viaggiatore del tempo, che pedala contro la stanchezza, il buio e se stesso.
Ogni partecipante riceve un brevetto con timbri ad ogni checkpoint, proprio come un passaporto di un lungo viaggio: una tradizione rimasta immutata da oltre un secolo.