Prepararsi a una randonnée non è come allenarsi per una granfondo. Qui non conta solo la potenza o la media oraria, ma soprattutto la capacità di resistere nel tempo, di ascoltare il proprio corpo e di mantenere lucidità dopo molte ore in sella. È un viaggio prima fisico, poi mentale.
Il primo obiettivo è creare una solida base aerobica.
Durante le prime 6-8 settimane, l’allenamento ideale prevede uscite di fondo lento (65-75% della frequenza cardiaca massima), alternate a sessioni di forza resistente. Queste servono per abituare i muscoli a lavorare a lungo, soprattutto su terreni collinari.
Un randonneur esperto non si allena per “spingere forte”, ma per durare a lungo senza cali. Le uscite lunghe settimanali — 120, 150, fino a 200 km — sono fondamentali per allenare il corpo e la mente a stare ore in sella.
La simulazione della realtà
Un errore comune è limitarsi a pedalare solo di giorno e con condizioni ideali.
Le randonnée possono durare anche 24 ore: pioggia, buio e stanchezza fanno parte del gioco.
Per questo è utile simulare le condizioni reali: fare almeno un’uscita notturna, imparare a gestire la luce anteriore e posteriore, testare l’abbigliamento e la posizione in sella per molte ore consecutive.
Ritmo, alimentazione, recupero
Allenarsi alla lunga distanza significa anche imparare a dosarsi. Chi parte troppo forte, paga il conto dopo 200 km.
Durante gli allenamenti è bene praticare il ritmo costante, imparare a mangiare e bere regolarmente (ogni 30-40 minuti), e curare molto il recupero: stretching, sonno e reintegro dei liquidi fanno la differenza.
Il segreto dei randonneur
Alla fine, il vero segreto è la regolarità. Non servono allenamenti estremi, ma continuità: 3-4 uscite a settimana, una lunga ogni 10-15 giorni, e tanta pazienza.
Come dicono molti veterani: «Nella randonnée non vince chi va più forte, ma chi si ferma di meno».