Le randonnée rappresentano un modo unico di vivere la bicicletta, alla portata di molti cicloamatori più di quanto si pensi. Si tratta di lunghe escursioni non competitive su asfalto, da almeno 200 km, dove conta rispettare un tempo massimo per ottenere il brevetto, pedalando in autosufficienza lungo percorsi prestabiliti con controlli obbligatori.
Iniziare senza paura
Paolo Scappiti, esperto randonneur e titolare del negozio “La Bicicletta” a Terni, spiega che non serve nascere predisposti: basta essere quel ciclista del gruppo domenicale che allunga sempre il giro. Chi è abituato a 100-150 km settimanali può affrontare una randonnée da 200 km senza grossi problemi fisici, superando poi il muro con la motivazione del brevetto. La fatica è mentale, ma accessibile a chiunque pedala con costanza, inclusa un crescente numero di donne.
Chi può partecipare
Non è un mondo per soli “maschi over 50 con tempo libero”: basta il lungo domenicale per le prime prove, mentre chi si allena tre volte a settimana è pronto per granfondo più intense. I giovani under 40 sono rari, per una questione di maturità fisica e minore propensione al sacrificio rispetto all’agonismo puro.
Attrezzatura ideale
Meglio una bici da corsa con geometrie endurance e gomme da 28 mm tubeless per comfort e basse pressioni, evitando gravel troppo pesanti. Servono testa e gambe in egual misura, ma vince la mente quando duole sella, schiena o collo. Una visita biomeccanica è consigliata per ottimizzare la postura, specie se si pedala già da anni.
Sicurezza e socialità
Nelle ore buie, luci potenti e gilet riflettenti sono essenziali per la visibilità, data l’esposizione prolungata su strada. I tempi massimi generosi (18-20 km/h di media) permettono di pedalare in gruppo, favorendo amicizie durature e un aspetto aggregativo unico.